Missione compiuta per Artemis II: la capsula Orion è rientrata a Terra dopo aver riportato un equipaggio nell’orbita della Luna. Tutto è andato bene e, nonostante un fuori programma che ha reso particolarmente faticoso e lungo il recupero della navetta dopo l’ammaraggio, i quattro astronauti sono di nuovo a casa. Tornati da una missione memorabile, nella quale hanno osservato il lato nascosto della Luna, raggiunto il punto più distante dalla Terra mai toccato da un essere umano e ammirato un’eclissi totale di Sole. Dopo dieci giorni, la missione Artemis 2 si è conclusa con un ammaraggio nell’oceano Pacifico, al largo delle coste californiane a Sud-Ovest di San Diego.
La missione è anche un grande successo dell’Esa, l’Agenzia spaziale europea, in cui al suo interno spicca sempre il lavoro dell’Asi, ente italiano per lo spazio e l’astronautica. «Artemis 2 è stata un successo anche per lo spazio europeo», ha detto il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea Josef Aschbacher, riferendosi al ruolo svolto dal Modulo di Servizio Europeo, che nei dieci giorni della missione ha fornito aria e acqua potabile agli astronauti, ha generato energia elettrica attraverso i suoi quattro pannelli solari, ha garantito il controllo termico nel difficile ambiente dello spazio e ha fornito la propulsione che ha spinto Orion per oltre un milione di chilometri nello spazio profondo. «Il Modulo di Servizio Europeo ha dato una potente dimostrazione della capacità dell’Europa di fornire elementi critici per ambiziose missioni di esplorazione internazionale», ha aggiunto Aschbacher, che ringrazia inoltre le aziende europee che hanno lavorato al modulo. «Questo successo – ha proseguito – riflette anni di stretta cooperazione, eccellenza ingegneristica e fiducia tra l’Esa e l’industria europea». Basato sulla tecnologia dei veicoli automatici Atv che dal 2008 al 2015 hanno assicurato i rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale e poi sulla navetta Artemis I, il modulo Ems ha accompagnato ogni fase di questa missione che ha segnato il ritorno di un equipaggio nell’orbita della Luna fino a quando, circa un’ora prima dell’ammaraggio e a conclusione del suo compito, non si è sganciato dalla capsula per bruciare nell’impatto nell’atmosfera. A costruire il modulo Ems è stata la collaborazione di 20 aziende di 13 Paesi, con Airbus Defence and Space come primo contraente. Per l’Italia hanno contributo Leonardo, Thales Alenia Space, Telespazio e altre aziende, come Irca-Zoppas. A seguire tutte le manovre che, grazie al modulo Ems hanno permesso di immettere la navetta Orion nella giusta rotta verso la Luna e poi su quella verso la Terra, sono stati il centro dell’Esa Estec nei Paesi Bassi, il Johnson Space Center della Nasa a Houston e il Centro Astronautico Europeo dell’Esa in Germania.
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