C.R.T. MAGAZINE, di oggi 19-20 FEBBRAIO 2020, scienza, spazio, video…..

SPACEWEATHER — Una tempesta geomagnetica ha raggiunto il valore di kp5/G1 e se in un primo momento aveva portato benefici alla propagazione poi l’ha fatta precipitare in fondo alla botte. E’ stata davvero una brutta giornata sia il 19 sia il 20 febbraio 2020 con due tempeste geomagnetiche distinte. Intanto su fronte solare nulla è cambiato. Nessuna regione attiva e nessuna macchia solare. Per la propagazione un vero disastro…

SOLAR ORBITER — Arrivati a Terra i primi dati inviati dalla sonda Solar Orbiter, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), lanciata il 10 febbraio per fare la Tac al Sole. Sono misure del campo magnetico solare eseguite dal magnetometro Mag, uno dei 10 strumenti di bordo progettati per studiare il cosiddetto meteo spaziale, in particolare come l’attività del Sole influenza la vita sulla Terra e nello spazio. Per i responsabili del centro di Controllo delle operazioni Esa di Darmstadt, in Germania, i dati indicano che il magnetometro è in ottimo stato e che le prime operazioni della sonda, come l’apertura del braccio contenente diversi sensori degli strumenti e quella di tre antenne, si sono svolte correttamente. I primi sensori, ad esempio, sono stati accesi 21 ore dopo il lancio della sonda.

ASTRONAUTICA — SpaceX ha appena firmato il primo accordo con Space Adventures per lanciare fino a quattro turisti nello spazio utilizzando la propria navicella Crew Dragon. La missione dovrebbe durare un massimo di cinque giorni e potrebbe partire già negli ultimi mesi del 2021.  Space Adventures è una compagnia privata che ha già avuto trascorsi in questo particolare ambito: in passato ha infatti inviato astronauti privati come Anousheh Ansari, Guy Laliberté and Mark Shuttleworth. La società ha inoltre collaborato con sette clienti separati su otto missioni verso la International Space Station (ISS) all’interno di missioni commerciali a pagamento, vendendo posti a sedere e utilizzando un veicolo spaziale russo Sojuz.

ASTRONAUTICA — Sono passati ormai 47 anni da quando l’ultimo astronauta della missione Apollo 17 ha abbandonato il suolo lunare. Tuttavia, quello non è stato un “addio”, ma un “arrivederci”. La NASA, infatti, ha intenzione di ritornare sul nostro bel satellite nel migliori dei modi possibili e nell’ambito del programma Artemis.  Il primo volo (senza equipaggio) del nuovissimo razzo della NASA, lo Space Launch System (SLS), e della capsula Orion era originariamente previsto per quest’anno, ma la missione è scivolata nel 2021. Nonostante i ritardi, l’agenzia spaziale americana punta ancora a mettere “la prima donna e il prossimo uomo sulla luna entro il 2024”, ha dichiarato l’amministratore della NASA, Jim Bridenstine, in una conferenza stampa.  Secondo un grafico pubblicato nei documenti di bilancio del 2021 della NASA (che potrete trovare in calce all’articolo), il primo volo con equipaggio dello SLS e della capsula Orion, chiamato Artemis 2, sarà pronto nel 2022 ed effettuerà un sorvolo del satellite, seguito da un atterraggio lunare con equipaggio, chiamato Artemis 3, nel 2024. Mentre la NASA si prepara a mettere gli astronauti sulla superficie, l’agenzia lavorerà anche per lanciare i vari componenti del suo Lunar Gateway, una piccola stazione spaziale che fungerà da avamposto orbitante vicino alla Luna. Per arrivare sul nostro satellite, gli astronauti attraccheranno prima con il Gateway utilizzando la navicella spaziale Orion, per poi salire a bordo di un lander che li traghetterà fino al corpo celeste. Quindi, la stazione orbitante dovrà essere assemblata in orbita lunare prima che gli astronauti possano atterrare sul satellite (che dovrebbe iniziare ad essere costruita nel 2022).

 

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