C.R.T. MAGAZINE, di oggi 26-27 FEBBRAIO 2020, scienza, spazio, video…..

— SPACEWEATHER — Nessuna macchia solare sul Sole anche oggi e sono ben 24 giorni consecutivi. Il vento solare soffia a 349km/sec, la radiazione solare segna 71sfu. Le probabilità di aurore polari sono scarsissime quindi niente tempeste geomagnetiche. Il periodo è nel punto piu basso del nuovo ciclo 25 che stenta molto a decollare. Secondo gli esperti dovrebbe esserci una ripresa di attività proprio in primavera, solo che lo dicevano anche lo scorso anno…  Comunque guardando i precedenti cicli mai visto una situazione del genere di mancanza di macchie solari a questo livello. Voto alla propagazione di oggi un bel -20.  Unico passaggio di un piccolo asteroide di 11 metri relativamente vicino alla Terra.

— ASTROFISICA — SOLE — Giganteschi getti di plasma che vengono espulsi dalla corona del Sole e viaggiano nel sistema solare a velocità che superano anche i 3 milioni di chilometri l’ora. Questi sono i venti solari, flussi di particelle cariche espulse dalla nostra stella, che una volta arrivati sulla Terra interagiscono con il campo magnetico terrestre regalandoci le spettacolari aurore boreali e le più preoccupanti tempeste geomagnetiche, in grado di provocare danni ai satelliti in orbita, disagi alle telecomunicazioni e anche blackout.  A oggi restano un mistero per gli scienziati i meccanismi e i processi che portano alle eruzioni di massa coronale (CME) che producono i venti solari. Le nostre conoscenze del Sole, infatti, si basano sulle osservazioni astronomiche e sulle misurazioni indirette di alcuni rari tipi di meteorite. A offrire la possibilità di studiare da “vicino” i venti solari sono i campioni raccolti dalla sonda Genesis della NASA e riportati a terra. Le analisi condotte dai ricercatori della University of Hawaii guidati da Gary Huss suggeriscono che sia necessaria una nuova fisica per svelare cosa accade nella corona solare e come i venti vengono generati. Il nostro Sole costituisce il 99,8% della massa dell’intero sistema solare. La parte più esterna della sua atmosfera prende il nome di corona solare ed è una regione, non ben delimitata, costituita da gas ionizzati distribuiti in modo irregolare. Sebbene la corona sia la parte più distante dal nucleo, cioè dalla regione dove avvengono le reazioni nucleari che forniscono energia alla stella, essa raggiunte temperature dell’ordine del milione di Kelvin. Temperature che sono 200 volte più calde di quelle registrate nella fotosfera, lo strato dell’atmosfera solare che si trova immediatamente sotto alla corona. Gli scienziati a oggi non sanno spiegare questa differenza di temperature, ma ritengono che questo effetto sia dovuto al calore liberato dal campo magnetico solare, con meccanismi che rimangono oscuri. Questo strato più esterno è soggetto inoltre a eruzioni di massa coronale, dette CME, che generano venti di plasma formati da atomi di idrogeno ionizzati, ma anche di nuclei di gas nobili come elio e neon. Quando i venti solari vengono emessi in direzione della Terra e ci raggiungono, possono provocare le spettacolari aurore boreali nell’interazione col campo magnetico terrestre. In alcuni casi, invece, possono dare vita a tempeste solari che mettono a rischio i sistemi satellitari di comunicazione e le reti elettriche, come avvenne nel 1989 in Canada e nel 2003 in Svezia, quando provocarono interruzioni della distribuzione dell’energia elettrica.

ASTROFISICA E VENTO SOLARE — Nell’agosto del 2001 la sonda Genesis è stata lanciata dalla NASA con l’obiettivo di raccogliere campioni di vento solare da riportare poi sulla Terra, così da fornire dati diretti su questo fenomeno. La sonda fece ritorno nel 2004, ma al momento dell’atterraggio ci furono dei problemi per la mancata apertura di un paracadute e parte dei campioni raccolti andarono distrutti.  Proprio dai campioni di Genesis rimasti integri parte lo studio di Huss e dei colleghi della School of Ocean and Earth Science and Technology (SOEST) della Universiy of Hawaii di Manoa, che hanno pubblicato i risultati ottenuti sulla rivista Meteoritics & Planetary Science. I ricercatori hanno così misurato l’abbondanza di idrogeno emesso dalle eruzioni solari e di altri atomi, tra cui i gas nobili, che compongono il vento solare, come ha spiegato Huss a Oggiscienza:  “Abbiamo misurato l’idrogeno e altri elementi nel vento solare utilizzando una microsonda a ioni. Questo strumento crea un fascio focalizzato di particelle cariche, nel nostro caso di Cesio, che è stato utilizzato per bombardare la superficie di un pezzo di collettore riportato dalla missione Genesis”. Huss ha spiegato inoltre che misurare l’idrogeno del Sole, anche se ne costituisce circa il 91%, implica delle difficoltà: “Anche se misurare l’idrogeno potrebbe sembrare semplice, non lo è affatto. Il Sole è costituito quasi interamente di idrogeno, con solo piccole quantità di altri elementi. Fino a oggi gli scienziati hanno misurato questi elementi presenti in minore quantità dai dati di una grande varietà di sonde spaziali, che però non riuscivano a misurare l’idrogeno proprio per la sua abbondanza che inonda i rivelatori”. La missione Genesis rappresenta quindi qualcosa di unico nel suo genere, sottolinea Huss: “Raccogliendo il vento solare e portandolo a terra, la missione Genesis ci ha dato l’opportunità di tarare i nostri strumenti per l’idrogeno e, separatamente ma nello stesso campione, misurare anche gli elementi minori. In questo modo per la prima volta abbiamo ottenuto sia una buona misurazione dell’idrogeno, che del resto degli elementi”.

— Dopo il primo boato tutto si zittisce, niente sarà come prima… La paura passa veloce di ramo in ramo. L’aria si carica di attesa, si ferma il respiro, il cuore batte velocemente. E’ il silenzio del terrore della morte spietata che arriva per mano di un nemico infame… Un assassino…Un vigliacco… Non si dovrebbe poter ammazzare il canto degli uccelli, ammutolire il cielo, negare il volo…. No alla caccia…. Viva il lupo.

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