C.R.T. MAGAZINE, di oggi 15 Ottobre 2019, scienza, spazio, video, spaceweather…

SPACEWEATHER –  Vento solare scarso a poco piu di 300km/sec, nessuna macchia solare, dopo 11 giorni di assenza, le probabilità di tempeste geomagnetiche sono scarse, cosi come molto scarsa è la propagazione, anche se a tratti senza nessuna causa apparente ci sono delle aperture soddisfacenti. Voto 3 per oggi 14 ottobre, il bello che nella serata attorno alle 19 giro per i 40 metri e oltre ai segnali in FT8 non sento niente o quasi su tutta la banda. Chiamo e viene fuori un bel pile up per l’Italia che dopo 20 minuti sparisce per lasciare il posto ai segnali provenienti sopratutto da Spagna, Belgio e Olanda, poi mi chiama un OM italiano che ora risiede in Finlandia a circa 500km dal Circolo Polare Artico… Una gran bella sorpresa…    Semper Lupus Vivat !! 

ASTRONOMIA E LUNE — Il 13 ottobre è stata la Luna del Cacciatore, l’unica Luna dell’anno che noi non piace affatto… Luna del Cacciatore, particolarmente riverita dai nativi perché segnava, o quasi, la sopravvivenza o meno per molte tribù. In particolare, è quella degli Algonchini che ha fatto da padrona nella tradizione, “imponendo” i nomi ancora oggi ricordati. Come spiega l’Uai, però, non sempre la luna piena di ottobre è chiamata così. Innanzitutto a volte è chiamata anche Luna del Sangue o Luna Sanguigna sempre per via della “spietata” caccia, ora sport dei trogloditi, ma soprattutto, se il plenilunio di ottobre è più vicino all’equinozio di autunno di quello di settembre, viene chiamata la Luna del Raccolto e già ragioniamo meglio… #bastacaccia 

HAMRADIO — Da oggi 15 ottobre è possibile iscriversi al Conero Radio Team, con due mesi e mezzo in omaggio cosi come abbiamo organizzato da due anni a questa parte. Gli interessati per informazioni possono cliccare qui

ASTRONAUTICA PER LO SPACEWEATHER — E’ in orbita il satellite Icon (Ionospheric Connection Explorer) della Nasa, lanciato da Cape Canaveral, in Florida, per esplorare la ionosfera, la parte piu’ alta dell’atmosfera terrestre dove le variazioni del meteo spaziale possono influenzare le orbite dei satelliti, i segnali Gps, le comunicazioni e persino il rischio radiazioni per gli astronauti.  Il lancio del satellite, gia’ rinviato nel 2017 e nel 2018 per ritardi e problemi tecnici, ha subi’to un piccolo contrattempo anche questa volta. Alle 2 di notte (ora italiana), l’aereo Stargazer L-1011 che doveva portare in quota il razzo Pegasus XL con Icon e’ decollato come previsto, ma poi ha dovuto abortire il lancio a causa di problemi di comunicazione con la base di Cape Canaveral. Al secondo tentativo tutto e’ andato per il meglio e il satellite, grande quanto un frigorifero, e’ entrato in orbita e ha dispiegato i suoi pannelli solari. Ora lo attendono circa quattro settimane di test: se tutto funzionera’ a dovere, Icon comincera’ a inviare i primi dati scientifici a Terra gia’ a novembre.  Durante la sua missione, della durata prevista di due anni, Icon lavorera’ a circa 600 chilometri di altezza con quattro strumenti: tre di questi studieranno il tenue bagliore (chiamato ‘airglow’) che si osserva nell’alta atmosfera e che avvolge l’intero pianeta in una bolla rossa, verde e giallastra, un fenomeno simile a quello delle aurore boreali che permettera’ di capire le variazioni di temperatura, pressione e venti della ionosfera; il quarto strumento a bordo, invece, fornira’ misure dirette della ionosfera, caratterizzando i gas elettricamente carichi che si trovano intorno al satellite.

QUI LUCA PARMITANO DALLA I.S.S. —  Sono l’astronauta Luca Parmitano dell’Agenzia Spaziale Europea, il vostro corrispondente dalla Stazione Spaziale Internazionale. È trascorso poco più di un mese da quando sono arrivato qui e le ultime due settimane sono state molto impegnative e interessanti.  La ricerca sulle staminali.  Partiamo da alcuni degli esperimenti che ho condiviso. Uno di questi si chiama Micro-15 ed è un esperimento microbiologico in cui operiamo con cellule dette staminali pluripotenti. Queste cellule sono in grado di crescere in qualunque genere di aggregato di cellule, possono trasformarsi in qualsiasi tipo di cellule del corpo, e così studiarle in un microambiente può farci capire come cambiano e come si diversificano nella chimica e nella biologia retrostante. IDA3.  Passiamo a un’altro interessante capitolo cioè l’attività extraveicolare, comunemente definita come “passeggiata spaziale” dai miei colleghi Drew Morgan e Nick Hague. Per la prima volta sono stato il IV membro dell’equipaggio di Intra Vehicler, li ho aiutati a sistemare la tuta spaziale accompagnandoli in sicurezza all’esterno per poi accoglierli al rientro. Sono stati in grado di installare IDA 3, International Docking Adoptor, fondamentalmente come nuova porta di attracco per la Stazione Spaziale, per la nuova nave spaziale che si sta allestendo proprio ora, ed è anche in fase di test sulla terra al fine di far attraccare più astronauti nella stazione. (eUROnEWS)

 

Hits: 69