C.R.T. MAGAZINE dell’8 Marzo 2019

— AMBIENTE — Parole forti, e rafforzate dai fatti, quelle che provengono dall’ONU precisamente dalla figura di David Boyd esperto delle nazioni unite per i diritti umani e dell’ambiente. Il rapporto sull’inquinamento parla di una vittima ogni 5 secondi, 800 morti l’ora, una realtà cosi’ grave tanto da far dichiarare all’esperto: “L’umanità sta per causare la sesta estinzione di massa nel mondo“, troppe vite umane che finiscono prematuramente e tutte a causa dell’esposizione all’inquinamento atmosferico. Quelle che Boyd ha tenuto a sottolineare nell’incontro a Ginevra suona come un monito, un modo per metterci davanti alle conseguenze del cambiamento climatico che porta inesorabilmente al declino della biodiversità, in sostanza della vita.
Quello in cui viviamo, secondo le conoscenze ad oggi, e’ il solo pianeta in cui la vita e’ possibile” – nonostante questo l’uomo sta causando danni irreparabili – “il livello di diossina nell’atmosfera ha raggiunto più di 400 parti per milione, il livello più alto da 650 mila anni“. “Ogni ora, 800 persone muoiono, molte dopo anni di sofferenza da cancro, malattie respiratorie o malattie cardiache causate direttamente dalla respirazione di aria inquinata“,

SALUTE E DIABETE — Chi soffre di diabete sa che per evitare di avere la glicemia alta bisogna rinunciare anche a diversi alimenti, come quelli contenenti zucchero. Una delle convinzioni più note (ma non sempre vere) è proprio quella che bisogna evitare la frutta per sconfiggere il diabete.
In realtà non è così: la frutta, se consumata in dosi corrette, permette infatti di regolarizzare i valori di glicemia, ma anche obesità, ipertensione e sindrome metabolica. Tuttavia vi è un particolare tipo di frutta che è l’ideale per contrastare la glicemia alta: si tratta degli agrumi. Essi contengono vitamine, flavonoidi, fibre e antiossidanti: in particolare l’esperetina che inibisce alcuni zuccheri contrastando così l’aumento della glicemia. Da prediligere arance, limoni, mandarini, cedri, pompelmi, pomeli, mandaranci, bergamotti e qualsiasi frutto che provenga dalla famiglia del Citrus. E’ importante consumarli freschi, appena sbucciati, evitandoli in macedonie in quanto tale portata prevede l’aggiunta di zuccheri artificiali estremamente dannosi per chi soffre di diabete.

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OGGI PASSAGGIO DI UN GROSSO ASTEROIDE — Alle 15:19 ora italiana di venerdì 8 marzo un enorme asteroide scoperto di recente “sfiorerà” il nostro pianeta, fortunatamente con una traiettoria che non desta preoccupazioni. Il sasso spaziale, classificato col nome in codice 2019 DN, è comunque il classico NEO (Near Earth Object) da tenere sotto stretto controllo, poiché le sue dimensioni possono rappresentare una seria minaccia nel caso in cui dovesse puntare la Terra. In base a quanto riportato dal sito cneos del Jet Propoulsion Laboratory della NASA, infatti, ha una lunghezza compresa tra i 90 e i 200 metri, che spazia da quella di un campo da calcio regolamentare a quella della Sagrada Familia di Barcellona. Insomma, è tutto fuorché un “sassolino”. I rischi. Come indicato, l’asteroide 2019 DN transiterà con una traiettoria totalmente sicura, a 13 distanze lunari da noi, ovvero circa 5 milioni di chilometri, tenendo presente che il satellite orbita mediamente a 384.400 chilometri. Non c’è dunque alcun rischio di impatto, ma cosa succederebbe se dovesse colpirci? Innanzitutto non ci sarebbero fenomeni di estinzione globale, come quelli innescati dall’asteroide Chicxulub che 66 milioni di anni fa, alla fine del Cretaceo, determinò la scomparsa dei dinosauri  (fanpage)

— SPAZIO — MARTE, INSIGHT HA TROVATO UN INTOPPO —  Un ostacolo ha fermato la trivellazione del suolo di Marte avviata pochi giorni fa dalla ‘talpa’ di Insight, la missione della Nasa approdata lo scorso novembre sul Pianeta Rosso per esplorarne la struttura interna in modo da ricavare indizi sulle fasi più remote della formazione dei pianeti rocciosi. A renderlo noto è un aggiornamento pubblicato sul blog dell’agenzia spaziale tedesca Dlr da Tilman Spohn, responsabile della sonda Hp3 progettata per penetrare nel sottosuolo per almeno tre metri, misurando la conducibilità termica del pianeta ogni 50 centimetri di profondità. “La talpa è in buone condizioni e ha eseguito una sequenza di percussione nel weekend”, scrive Spohn. Dopo quattro ore di lavoro, lo strumento non è riuscito a penetrare fino ai 70 centimetri previsti, ma si è dovuto fermare dopo una trentina di centimetri a causa di diversi intoppi incontrati lungo il percorso.