{"id":1464,"date":"2024-09-11T04:01:29","date_gmt":"2024-09-11T02:01:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/?p=1464"},"modified":"2026-04-01T12:34:18","modified_gmt":"2026-04-01T10:34:18","slug":"la-terra-e-avvolta-da-un-campo-elettrico-nuova-scoperta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/spazio\/la-terra-e-avvolta-da-un-campo-elettrico-nuova-scoperta\/","title":{"rendered":"LA TERRA \u00e8 AVVOLTA DA UN CAMPO ELETTRICO. NUOVA SCOPERTA !!"},"content":{"rendered":"<p>La Terra \u00e8 abbracciata da due forze invisibili che hanno permesso la nascita della vita come la conosciamo. Da un lato la\u00a0<b>gravit\u00e0<\/b>, cos\u00ec familiare ma al tempo stesso ancora cos\u00ec misteriosa. Grazie a questa si \u00e8 creata un&#8217;atmosfera che pu\u00f2 rimanere saldamente ancorata al nostro pianeta. Dall&#8217;altro lato, invece, il\u00a0<b>campo magnetico\u00a0<\/b>che ci permette di tenere lontani le\u00a0pericolose tempeste solari.<br \/>\nAdesso, per\u00f2, la\u00a0Nasa\u00a0ha annunciato di avere finalmente\u00a0<b>scoperto com&#8217;\u00e8 fatta la terza forza<\/b>. La sua esistenza era stata ipotizzata gi\u00e0 sessant&#8217;anni fa, ma\u00a0<b>nessuno strumento era riuscito misurarla<\/b>\u00a0prima d&#8217;ora. Grazie a un missile lanciato da un&#8217;isola nel circolo polare artico, gli scienziati hanno potuto verificare l&#8217;esistenza di quello che \u00e8 stato chiamato\u00a0<b>campo elettrico bidirezionale\u00a0<\/b>o ambipolare. Questa scoperta potrebbe cambiare in futuro la nostra conoscenza sulle origini della vita sulla Terra. La gravit\u00e0 e il magnetismo, insomma, non sono i soli a proteggere il nostro pianeta. I sospetti iniziali risalgono alla\u00a0<b>fine degli anni Sessanta<\/b>, quando dalle prime missioni spaziali che hanno sorvolato i poli terrestri sono stati rilevati<b>\u00a0flussi di particelle<\/b>\u00a0che viaggiavano a grandi velocit\u00e0 in direzione dello spazio. In assenza di altri indizi, gli scienziati avevano definito questi flussi di particelle semplicemente come \u00ab<b>vento polare\u00bb<\/b>. Da l\u00ec, per\u00f2, sono cominciate le ricerche sul fenomeno misterioso.<br \/>\nPer lungo tempo gli studiosi non sono riusciti a capire quale fosse la causa della fuga di queste particelle. Dalle rilevazioni in orbita sembrava che ci fosse una forza, insomma, che trascinava con forza le particelle fuori dall&#8217;atmosfera.<br \/>\nPer decenni non \u00e8 stato trovato un modo per studiare questa forza che, secondo le prime rilevazioni, appariva<b>\u00a0tanto lontana dalla superficie terrestre quanto debole<\/b>. La tecnologia \u00e8 arrivata solo con il nuovo millennio. Solo nel 2016 la Nasa \u00e8 riuscita a costruire su una\u00a0<b>nuova serie di strumenti<\/b>\u00a0creati di proposito per rilevare questi flussi di particelle. Sei anni pi\u00f9 tardi, a maggio 2022, la strumentazione \u00e8 stata montata su un vettore, chiamato\u00a0<b>Endurance<\/b>, che \u00e8 stato portato per il lancio fino alle Svalbard, l&#8217;arcipelago nel circolo polare artico. Obiettivo: studiare i venti polari proprio dove soffiano. Il conto alla rovescia, poi la colonna di fuoco dei propulsori fra i ghiacci delle isole polari e, alla fine, il lancio in atmosfera del missile, che in poco tempo \u00e8 arrivato a oltre\u00a0<b>768 chilometri di altitudine<\/b>, per poi cadere nel mare della Groenlandia.\u00a0 In questo breve viaggio, l&#8217;Endurance \u00e8 riuscita a rilevare un cambiamento nel potenziale elettrico di soli 0,55 volt,\u00a0<b>l&#8217;equivalente di una piccola batteria da orologio<\/b>. \u00abMa \u00e8 la quantit\u00e0 giusta per spiegare il fenomeno del vento polare\u00bb, ha spiegato Glyn Collinson, a capo della ricerca della Nasa sul fenomeno. \u00ab\u00c8\u00a0<b>come un nastro trasportatore<\/b>, che solleva l&#8217;atmosfera verso lo spazio\u00bb, spiega Collinson. \u00abSi chiama &#8220;campo ambipolare&#8221; ed\u00a0<b>\u00e8 un agente del caos<\/b>. Contrasta la gravit\u00e0 e spinge le particelle nello spazio\u00bb.<br \/>\nA circa 250 chilometri dalla superficie terrestre (cio\u00e8 a partire dalla ionosfera), i raggi ultravioletti e le radiazioni solari &#8220;ionizzano&#8221; gli atomi presenti in atmosfera, che quindi si dividono in elettroni (di carica negativa) e ioni caricati positivamente. Questi ultimi sono\u00a0quasi 2.000 volte pi\u00f9 pesanti degli elettroni e\u00a0<b>per effetto della gravit\u00e0 dovrebbero separarsi\u00a0<\/b>e allontanarsi un poco alla volta. Ma \u00e8 proprio la loro carica opposta a creare un campo elettrico che li tiene uniti (e che quindi non li fa precipitare) nonostante l&#8217;effetto della gravit\u00e0. Cos\u00ec gli elettroni sono tirati gi\u00f9 dagli ioni pi\u00f9 pesanti, ma al tempo stesso questi ultimi,\u00a0insieme alla particella negativa,\u00a0<b>vengono sollevati dal campo elettrico<\/b>. Proprio per questo motivo \u00e8 definito come campo ambipolare o bidirezionale, perch\u00e9 agisce su entrambe le cariche: gli ioni positivi tirano gi\u00f9 gli elettroni mentre questi cercano di riportarli su.<br \/>\nIl risultato? L&#8217;atmosfera, che dovrebbe collassare sulla Terra per effetto della gravit\u00e0, riesce cos\u00ec ad estendersi in altitudine, garantendo uno &#8220;spessore&#8221; che \u00e8 fondamentale per la vita. Le particelle trasportate via da quello che era conosciuto come vento polare, invece, sono\u00a0<b>quelle che sono riuscite a sfuggire a questa forza elettrica<\/b>, altitudini maggiori dell&#8217;atmosfera.<\/p>\n<p>Views: 221<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Terra \u00e8 abbracciata da due forze invisibili che hanno permesso la nascita della vita come la conosciamo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1465,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[40,33],"tags":[],"class_list":["post-1464","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scoperte","category-spazio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1464","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1464"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1464\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1466,"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1464\/revisions\/1466"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1465"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1464"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.crt.red\/solaris\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}