C.R.T. MAGAZINE, di oggi 27 Dicembre 2019, scienza, spazio, video…..

GLI AUGURI DALLO SPAZIO — Gli auguri di Buone Feste 2019 arrivano anche dallo Spazio: la NASA ha pubblicato un video in cui l’equipaggio della Stazione Spaziale e il comandante Luca Parmitano fanno gli auguri in versione natalizia indossando una maglietta a righe bianche e rosse e con un gran finale con cappellini da Babbo Natale, capriola e albero di Natale. “Anche se molte persone in questo periodo dell’anno passano il tempo con famiglia e amici, noi – spiega Parmitano – abbiamo speciali amici a bordo, il nostro equipaggio, naturalmente non possiamo passare questi giorni con le nostre famiglie e pensiamo a tutte le persone che si trovano in aree critiche e pericolose per motivi di lavoro e anche loro non possono passare queste feste con le loro famiglie e con i loro amici“.

LA CITTA’ DELLE AURORE POLARI — Gran parte di Tromsø sorge sull’isola di Tromsøya, visibile nella parte alta dell’immagine. Grazie alla sua posizione verso nord, la città è un’area popolare per sperimentare il maestoso fenomeno delle aurore boreali, o ‘luci del nord’. Tromsø si trova ad oltre 300 km a nord del Circolo Polare Artico. Durante l’inverno, è avvolta nell’oscurità: il sole tramonta a fine novembre e non sorge più fino a gennaio. Durante i lunghi mesi invernali, la missione Copernicus Sentinel-1 è utilizzata per monitorare questa regione – invece di Sentinel-2. In qualità di missione radar avanzata, Copernicus Sentinel-1 può riprendere immagini della superficie della Terra attraverso le nuvole e la pioggia, indipendentemente dal fatto che sia giorno o notte. Nel settembre 2019 la nave rompighiaccio tedesca di ricerca Polarstern ha lasciato Tromsø per una gigantesca spedizione nell’Artico. La spedizione dell’Osservatorio per lo Studio del Clima Artico MOSAiC (Observatory for the Study of Arctic Climate) utilizza le navi rompighiaccio per trascorrere un anno spostandosi attraverso il ghiaccio marino artico.

IERI ERA SANTO STEFANO — Oggi, 26 dicembre 2019, si ricorda Santo Stefano: viene rappresentato soprattutto con la dalmatica, una lunga tunica provvista di ampie maniche che arriva all’altezza delle ginocchia, abito proprio dei Diaconi durante le celebrazioni liturgiche, ed ha come attributo le pietre della lapidazione. Viene, a volte, rappresentato con le palme incrociate alla base delle sculture che lo raffigurano. Santo Stefano è invocato per il mal di pietra (calcoli), è il patrono di tagliapietre e muratori, è invocato contro l’emicrania e per la buona morte (“era un uomo di fede e pieno di Spirito Santo” e “ricco di grazia e potenza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo).
Santo Stefano è ritratto da Giotto, tra il 1330 e il 1335, in uno dei più raffinati dipinti su tavola superstiti del pittore. Santo Stefano viene rappresentato elegante, nella sua preziosa dalmatica, mentre regge un libro ben rilegato con una mano lunga, snella, geometrica. Sul capo sono poste le due pietre che lo hanno ucciso ma egli sembra non avvertire il senso del loro peso e il dolore. Tra i proverbi più noti su Santo Stefano, ve ne è uno francese: “A Santo Stefano le giornate si allungano di uno spillo”.
Il più celebre è: “Durare da Natale a Santo Stefano”, a proposito di un nuovo acquisto che si rompe subito, nello spazio di un giorno.

TSUNAMI CON 250.000 MORTI — ll 26 dicembre di 15 anni fa il terremoto di Sumatra: una scossa di magnitudo 9.1 generò un violentissimo tsunami che causò circa 250 mila morti. La scossa, che si verificò alle 7.59 (ora locale) del 26 dicembre 2004, è stata la terza più potente degli ultimi 60 anni, dopo il terremoto in Cile nel ’60 (magnitudo 9.5) e quello dell’Alaska del ’64 (9.2). L’epicentro fu nell’Oceano indiano, al largo dell’isola indonesiana di Sumatra, dove il fondale marino si sollevò, generando onde anomale che viaggiarono per migliaia di chilometri, raggiungendo le coste di 14 Paesi di 3 continenti, compresa l’Africa. Nella tragedia morirono anche 40 italiani, tra Thailandia e Sri Lanka. Quel sisma, ha osservato il presidente dell’Ingv, “è stato una lezione da ogni punto di vista, sia scientifico che sociale: ci ha insegnato molto sul fenomeno tsunami, che è stata la parte più drammatica per il grande numero di vittime”.

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