C.R.T. MAGAZINE, di oggi 13 Agosto 2019, scienza, spazio, video, spaceweather…

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SPACEWEATHER — del 12 agosto 2019 — Sul Sole non c’è niente da dire tutto tranquillo, e tutto nella norma, sono 5 giorni senza macchie solari con vento solare poco sopra ai 400km/sec anche lo scudo magnetico della Terra segna la tranquillità con kp1. Anche la propagazione è tranquilla bande tutte aperte salvo i 40 e 6 metri dove i segnali sono bassissimi o assenti, in 40m arriva solo la Sicilia, infatti ho rinunciato ad attivare….
Ricordiamo che dal 15 al 28 agosto saremo onair con il diploma CANI GUIDA con diversi attivatori e contiamo sulla vostra presenza…

ASTRONAUTICA & ASTROFISICA — In collaborazione con il team OSIRIS-REx della NASA, l’Unione Astronomica Internazionale (l’ente che si occupa di “dare i nomi” a stelle, pianeti, asteroidi e altri corpi celesti) ha approvato di rinominare le caratteristiche superficiali dell’asteroide Bennu facendo riferimento al tema “uccelli e creature mitologiche simili”.
OSIRIS-REx è la prima missione della NASA che riporterà sulla Terra un campione di un asteroide. Il veicolo spaziale ha mappato la superficie di Bennu dal suo arrivo il 3 dicembre 2018, alla ricerca di un sito da cui prelevare un campione. Bennu (101955 Bennu) è il corpo più piccolo del sistema solare ad essere orbitato e sorvegliato da un veicolo spaziale a questa distanza ravvicinata. Supponendo che tutto vada secondo i piani, la NASA prevede di raccogliere il campione la prossima estate, dopodiché ci vorranno poco più di tre anni per riportarlo sulla Terra.
Prima di tutto però, i funzionari dovranno “dare un nome” alle caratteristiche osservate su Bennu. In un annuncio di giovedì scorso, la NASA ha dichiarato che le caratteristiche della superficie rocciosa dell’asteroide prenderanno il nome da uccelli e creature simili della mitologia antica. Queste creature erano spesso simboli associati “alla rinascita, alla creazione e alle origini, in vari miti antichi”, sottolinea l’agenzia spaziale. Il processo di denominazione inizierà questa estate e coprirà diverse caratteristiche degli asteroidi: crateri, rocce, massi, trincee, scanalature, creste e picchi. Anche il nome della missione OSIRIS-REx (Origins Spectral Interpretation Resource Identification Security Regolith Explorer), trova ispirazione dal nome del dio egizio Osiride, inventore dell’agricoltura e della religione, si riteneva che avesse regnato come civilizzatore e benefattore dell’umanità. Allo stesso modo, la missione cerca di comprendere l’origine e il processo della vita sulla Terra, studiando la regolite ricca di carbonio di Bennu. Il nome dell’asteroide invece, prende ispirazione da Benu, un uccello mitologico consacrato al dio Ra e simbolo della nascita e della risurrezione dopo la morte.

ASTROFISICA — Il buco nero supermassiccio nel cuore della Via Lattea, Sagittarius A*, è relativamente silenzioso. Non è un nucleo attivo che emette luce e calore nello spazio circostante, e la maggior parte delle volte la sua attività è minima. Di recente però, gli astronomi hanno osservato il buco nero diventare 75 volte più luminoso, per poi tornare ai livelli conosciuti. Questa è la prima volta che osserviamo Sgr A* diventare così luminoso nelle lunghezze d’onda vicine all’infrarosso.
“All’inizio ero piuttosto sorpreso e poi molto emozionato”, ha detto a ScienceAlert l’astronomo Tuan Do, dell’Università della California di Los Angeles. “Il buco nero era così luminoso che all’inizio l’ho scambiato per la stella S0-2.”
Do e il suo team hanno osservato il centro galattico usando l’Osservatorio Weck Keck alle Hawaii per quattro notti all’inizio di quest’anno. Lo strano illuminamento ha avuto luogo il 13 maggio. I buchi neri non emettono alcuna radiazione che può essere rilevata dai nostri strumenti attuali, ma quando gli oggetti vicini vengono attratti dal mostro galattico generano un attrito immenso che può essere osservato.
Il team sta ancora raccogliendo dei dati per cercare di capire il fenomeno, e hanno dato due spiegazioni possibili. La prima è che G2 (una nuvola di gas che si è avvicinata entro 36 ore luce da Sgr A* nel 2014) sia stata risucchiata dal buco nero.
Mentre l’altra possibilità è da attribuire a S0-2, una stella situata vicino al centro della Via Lattea. Quando l’astro è passato vicino al buco nero lo scorso anno potrebbe aver cambiato il modo in cui il gas scorre all’interno del mostro galattico, facendolo diventare più variabile. Altri telescopi hanno osservato Saggittarius A* negli ultimi mesi, tra cui Spitzer, Chandra, Swift e ALMA, e questi dati potrebbero darci una risposta concreta. “Sto aspettando con impazienza i loro risultati”, ha detto Do.

TELE C.R.T. TRA SCIENZA E FANTASCIENZA —

 

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