C.R.T. MAGAZINE, di oggi 02 Dicembre 2019, scienza, spazio, video, spaceweather…

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SPACEWEATHER — Rif 01 dic 2019 — Il vento solare segna 362km/sec anche oggi nessuna macchia solare. Situazione di estrema tranquillità. Nessuna novità, attività sempre scarsa sul nostro astro solo piccoli flares di classe A8 che sono davvero inutili ai fini della propagazione delle HF. Nel totale sono 253 giorni senza macchie solari durante l’anno 2019 pari al 76%. Questo si che è un minimo, lo scorso anno erano stati 221 in totale pari al 61% dei giorni dell’anno. Probabilità di aurore polari al 10% alle medio-alte latitudini….. Propagazione voto 3 qualcosa in 40 metri questa mattina si è mosso, per questo vorrei specificare che non si spiega dal momento che nulla è cambiato rispetto a ieri che possa far pensare ad un miglioramento della propagazione. Ci sono purtroppo ancora molte cose che non possiamo prevedere sulla propagazione delle onde radio in HF e ancora i tanti misteri che avvolgono la nostra stella….

I complimenti vanno a Rosveldo IZ6FHZ è lui il vincitore del Diploma dedicato al grande Fisico Enrico Fermi…. Il diploma è della nuova serie del DSI (DIPLOMA SCIENZIATI ITALIANI) il prossimo ricercatore sarà Ettore Majorana scomparso nel nulla o almeno poco si sa della sua scomparsa, prossimamente sulle onde del Conero Radio Team….

SPAZIO, IL MESE DI DICEMBRE — Dicembre è il 12° mese dell’anno secondo il calendario gregoriano e il primo mese dell’inverno nell’emisfero boreale (dell’estate nell’emisfero australe). Scopriamo quali eventi astronomici ci riserva. Il Sole passa dalla costellazione dell’Ofiuco a quella del Sagittario il 18. Ricordiamo che, nonostante le credenze popolari, Santa Lucia (il 13) non è “il giorno più corto che ci sia”: il giorno più breve dell’anno è il giorno del Solstizio, l’inizio dell’inverno astronomico, che quest’anno cade il 22 dicembre (05:19 ora italiana). La Luna sarà in fase di Primo Quarto il 4, plenilunio in 12, Ultimo Quarto il 19 e in novilunio il 26. Il nostro satellite verrà a trovarsi nel punto più lontano dalla Terra lungo la sua orbita il 4 (apogeo, 404.445 km) , e nel punto opposto (perigeo) il 18 (370.258 km). A Dicembre lo sciame meteorico più atteso è senza dubbio quello delle Geminidi, comparabile alle Perseidi di agosto. Il periodo di migliore visibilità è il 10 e il 15 dicembre e il picco quest’anno sarà nella notte tra 13 e 14 dicembre: purtroppo le circostanze per l’osservazione non saranno le migliori, a causa del “disturbo” della Luna, alta sopra l’orizzonte e a pochi giorni dal plenilunio. Nel mese di dicembre tornano protagoniste le grandi costellazioni invernali: a sudovest si avviano al tramonto Capricorno, Acquario e Pesci, sostituite a sudest da Orione, Gemelli e Toro.

METEO, E’ ENTRATO L’INVERNO METEOROLOGICO — Ieri, Domenica 1° Dicembre, inizia l’Inverno Meteorologico 2019/2020: il bel tempo e le temperature miti di queste ore su gran parte d’Italia e soprattutto del Centro/Sud non devono trarre in inganno, perchè in realtà proprio oggi si sta verificando sull’Europa la prima ondata fredda di origine polare, frutto di scambi meridiani (da Nord verso Sud), diretta dal Circolo Polare Artico alla Spagna. Nei prossimi giorni farà più freddo in Marocco che su gran parte d’Italia e dei Balcani, per la direzione di quest’irruzione fredda che però interesserà anche il Nord del nostro Paese nei prossimi giorni, seppur senza rilevanti precipitazioni nevose. L’Inverno, però, è iniziato davvero e presto ne avremo gli effetti anche sull’Italia: secondo gli ultimi aggiornamenti di tutti i modelli, subito dopo l’Immacolata, e in modo particolare tra Martedì 10 e Mercoledì 11 Dicembre, la prima ondata di freddo invernale colpirà proprio l’Italia.

LUCA PARMITANO NEWS — Luca Parmitano è riuscito a condurre con successo un rover attraverso un percorso ad ostacoli per raccogliere, infine, un campione di roccia. Cosa c’è di speciale? Il tutto è avvenuto da remoto, a circa 400 chilometri nell’orbita terrestre bassa e all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. Come ben sappiamo, i rover sono la tecnologia chiave per l’esplorazione di pianeti, lune e persino asteroidi. Questi veicoli spaziali presentano una grande varietà di strumenti che vengono utilizzati per studiare la superficie dei corpi celesti, e sono tutti dotati di sistemi di alimentazione e comunicazione che consentono agli umani di gestirli dalla Terra. Tuttavia, l’invio di comandi a un rover e il controllo manuale delle sue operazioni in tempo reale sono due cose diverse. “Stiamo sviluppando sistemi per gli astronauti per lavorare a stretto contatto con i robot, per ottenere molto di più di quello che potrebbero fare da soli. Un rover su Marte avrebbe impiegato settimane per fare lo stesso lavoro svolto da Luca in mezz’ora”, afferma il project manager dell’ESA Kjetil Wormnes. Per aiutare il controllo, l’operatore umano è in grado di percepire i movimenti avvertiti dal rover, chiamato Analog-1. Questo esperimento è stato condotto in vista dell’imminente esplorazione della Luna, simulando l’eventuale controllo futuro dei rover all’interno del Gateway lunare e da altri avamposti spaziali. Ulteriori test sono previsti per il prossimo futuro.

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